Obbligo salvabimbi auto: facciamo chiarezza!

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L’entrata in vigore dell’obbligo del sensore salva bimbi, prevista originariamente a marzo 2020, è stata invece anticipata al 7 novembre con emanazione di una circolare del ministero dell’interno. La legge salva bebè, nata con l’intento di scongiurare le assurde morti di bambini dimenticati in auto arroventate dal sole, è dunque già applicabile ma sta creando scompiglio proprio a causa della procedura atipica con cui ne è stata anticipata l’entrata in vigore, improvvisa e con un provvedimento non vincolante davanti all’autorità giudiziaria.

La notizia ha comunque scatenato la corsa all’acquisto dell’allarme salva bimbo o di un seggiolino che ne sia provvisto. Poca chiarezza anche sulle caratteristiche che i dispositivi devono avere per essere conformi a quanto previsto dalla normativa. I consumatori si trovano quindi in una posizione scomoda, tra il rischio di acquistare un prodotto non conforme e quello di subire sanzioni. Proviamo quindi a fare chiarezza sulla normativa e a dare qualche indicazione sui sensori salvabimbi in commercio.

Le alternative all’acquisto di un nuovo seggiolino

Il decreto prevede che i sensori salva bebè “Dovranno attivarsi automaticamente e dovranno essere dotati di un allarme in grado di avvisare il conducente della presenza del bambino nel veicolo attraverso appositi segnali visivi e acustici … percepibili all’interno o all’esterno del veicolo”.

Partiamo dunque col dire che non sarà per forza necessario acquistare un nuovo seggiolino. Le case produttrici hanno infatti studiato varie soluzioni che possono essere integrate sull’auto o sul seggiolino stesso, se quest’ultimo non è già provvisto di sensore.

Tra i sistemi più diffusi, vi sono cuscini in grado di rilevare il peso del bambino e attivare un segnale acustico e/o visivo se il conducente si allontana. Vi sono poi sistemi che si presentano come clip applicabili al sistema di ritenuta del bambino, agli spallacci o alla cintura di sicurezza e collegati alla chiusura del seggiolino. In molti casi è prevista la connessione con gli smarphone tramite app e la possibilità di inviare la posizione GPS all’incauto genitore e, nel caso in cui quest’ultimo non dia risposta, a uno o più numeri preimpostati.

La spesa per l’acquisto dei sensori si aggira in media sui 60 €, ma i prezzi sono lievitati anche del 30% negli ultimi giorni, altro fattore che ha creato non poche polemiche.

Cosa prevede la legge salva bebè

L’obbligo del sensore salvabimbi si applica a chiunque trasporti in auto un bambino di età inferiore ai 4 anni. I trasgressori rischiano una multa dagli 80 ai 326 €, la decurtazione di 5 punti patente e la sospensione da 15 giorni a due mesi, nel caso in cui siano pescati in difetto più di una volta nel giro di due anni.

Il problema è che un provvedimento di così ampia portata è stato comunicato tardivamente e con una scarsa campagna informativa, affidata a news sui siti istituzionali, post su pagine facebook e poco altro.

Consumatori e mercato impreparati dunque, ecco perché si sta già lavorando ad una soluzione per posticipare l’entrata in vigore delle sanzioni, anche perché è difficile allo stato attuale stabilire quali siano i dispositivi che rispondono ai requisiti fissati nel decreto ministeriale.

Vero è che, in caso di dubbio, gli agenti che in sede di controllo dovessero trovarsi nella condizione di non sapere stabilire l’idoneità dei dispositivi installati, possono far ricorso all’articolo 180 del Codice della strada e disporre che il conducente del veicolo presenti in un secondo momento agli uffici la dichiarazione di conformità. Quest’ultima non è altro che l’allegato A del decreto ministeriale, che i costruttori dei sistemi antiabbandono hanno l’obbligo di redarre.

Nel caso in cui le multe cominciassero a fioccare potrebbe verificarsi una contemporanea tempesta di ricorsi al giudice di pace visto che, come già detto, la circolare ministeriale che ha anticipato l’entrata in vigore del decreto è un atto di dubbia efficacia vincolante.

Il bonus seggiolino auto

Per agevolare l’acquisto dei sistemi salva bimbi, è stato istituito un fondo pari a 30 euro per ciascun dispositivo ma anche su questo regna la confusione. L’agevolazione è stata inserita nel Decreto Fiscale 2020 e conta su un fondo di circa 15 milioni di euro per il biennio 2019-2020. Ma solo fino ad esaurimento e senza ancora stabilire le procedure. Il rischio è dunque che molte famiglie non potranno accedere al bonus.

Il salva bimbi è la scelta giusta

Nel frattempo però, meglio precipitarsi ad acquistare un dispositivo o un sistema di ritenuta per bambini con allarme integrato, ricordando di chiedere al venditore la dichiarazione di conformità, un’autocertificazione di cui all’allegato B del decreto ministeriale. Il consiglio è di desistere se il venditore rifiuta di fornirci questo documento.

Spese per i consumatori, tanta confusione, una legge che non si sa se produrrà effetti in termini di sanzioni ma, a pensarci bene, il nocciolo della questione non è questo bensì la sicurezza dei bambini e quindi il sistema antiabbandono è comunque un acquisto da fare.

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Il salva bimbi auto è legge ma è caos sulle sanzioni e sui requisiti di conformità dei dispositivi. Non sarà necessario acquistare un nuovo seggiolino, basterà un sistema integrabile. Ecco come orientarsi.
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