Lancia

Lancia, un mito italiano

La casa nasce nel 1906 dalla mente rivoluzionaria di un genio dell’automobilismo,Vincenzo Lancia, già pilota affermato su vetture FIAT. Il neo-costruttore dimostrò fin da subito il carattere originale delle sue idee. La 12HP, prima auto prodotta e lanciata sul mercato, aveva un telaio leggero e ribassato, una trasmissione a cardano, a differenza delle catene allora molto più utilizzate, e infine un motore da 1800 giri al minuto (molto spinto per l’epoca).

D’altra parte la continua altalena fra la vocazione corsaiola e l’eleganza è il tratto più distintivo di questo costruttore-artista e di questo marchio intramontabile, che però non abbandonò mai lo stile rivoluzionario e fuori dagli schemi.

Fuori dagli schemi come il brevetto che registrò nel 1934, relativo a un’auto che non vide mai la luce, e che prevedeva la posizione centrale del guidatore, affiancato da due passegeri, uno per lato, mentre il quarto avrebbe trovato posto centralmente su un mini-alloggiamento posteriore, nella coda dell’auto molto lunga ed affusolata.
Fu uno dei primi costruittori a dedicare un particolare interesse all’aerodinamica, argomento poco in voga in quegli anni, alla ricerca di vetture che potessero garantire prestazioni riducendo i motori. Se questo non è precorrere i tempi…!

Sempre negli anni trenta si distinguono le nuove Astura e Augusta per l’innovativa apertura delle portiere “ad armadio”, cioè senza il montante che le suddivide, donando grande comodità e senso di spazio a tutto l’abitacolo.
Passando per il secondo dopoguerra con automobili del calibro di Aurelia e poi Flaminia (una delle berline più belle della Lancia, con le derivate coupé, GT e sport), arriviamo agli anni ’70 e ’80, con l’ingresso nella famiglia FIAT e l’incredibile serie di successi nel campo del rally con gioielli come la Beta Montecarlo, la Stratos ed infine la Lancia Delta (auto dell’anno 1980!).

Ed infine eccoci a quello che possiamo chiamare una sorta di miracolo tutto italiano: la Ypsilon. Figlia della Y10 firmata Autobianchi e passata nel ’96 alla Lancia con il nome di Lancia Y e infine Ypsilon, auto prettamente femminile anche se molto apprezzata da un pubblico maschile attento alla moda, con 2,7 milioni di esemplari venduti in Europa, è stata la seconda auto del segmento B nel 2014.

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